Pubblicato da: geeketto | venerdì 31 ottobre 2008

In viaggio con Kawasaki Versys

Versys

Da Milano a Nizza e poi su, fino al Col de Turini, per scoprire i due volti di Versys. Comoda come una tourer, divertente come una sportiva
Kawasaki Versys 650 non è una novità assoluta, i lettori hanno imparato a riconoscerla grazie alla vista frontale decisamente personale. Presentata nel corso del 2006, appartiene a un segmento nuovo; potremmo definirla una sorta di transgender a due ruote che rifugge lo “stereotipo di genere” per prendere quanto di meglio sanno offrire i diversi segmenti motociclistici.
L’operazione tentata dai tecnici di Akashi è andata a buon fine, Versys presenta una linea inconfondibile – un dettaglio non da poco per chi desidera distinguersi – e ha doti stradali di rilievo, capaci di conciliare le esigenze del turista con quelle dell’amante della guida sportiva.
Persino chi ne farà un uso prettamente cittadino, troverà nella media giapponese una valida alleata forte di quote ciclistiche agili e di un peso a prova di ingorgo metropolitano (solo 181 kg a secco).
Per meglio conoscere i pregi e i difetti di Versys, l’abbiamo sottoposta a una prova-viaggio serrata di due giorni.
Da Milano abbiamo raggiunto Nizza e da qui il Col de Turini, reso celebre dalle sfide notturne del Rally di Montecarlo, per poi puntare nuovamente verso la pianura lombarda. Quasi 900 chilometri, sufficienti ad alzare il velo sulla versatilità di Versys (Nomen omen, verrebbe da dire).

Versys

Manubrio alto e ruote da 17”
Prima di accendere il motore, vediamo cosa offre il pacchetto tecnico della Kawasaki 650.
L’impostazione di guida rimanda alle enduro stradali, grazie al largo manubrio e alla corretta distanza del piano di seduta dalle pedane.
La strumentazione vanta una buona leggibilità e presenta il comodo indicatore della benzina (a 6 barre). A esser pignoli, manca l’indicatore della temperatura del liquido refrigerante.
Ben fatti i comandi sul manubrio, in particolare le leve di freno e frizione sono regolabili nella distanza dalle manopole per adattarsi a tutte le mani.
Le ruote sono votate all’utilizzo stradale; Versys monta infatti cerchi da 17” con pneumatici 120/70 all’avantreno e 160/60 al retrotreno. Di impronta sportiva è l’impianto frenante che impiega 2 dischi di grande diametro (300 mm) davanti e uno singolo da 220 mm dietro. D’effetto è il disegno a margherita, un vezzo estetico utile a migliorare il raffreddamento dell’impianto.
Particolare per design e fattura è il telaio a diamante in acciaio ad alta resistenza su cui è infulcrato il monoammortizzatore. Il suo posizionamento fortemente inclinato consente un funzionamento lineare della sospensione, rendendo così superfluo l’impiego dei leveraggi.
Davanti lavora una forcella a steli rovesciati da 41 mm di diametro capace di 150 mm di escursione. Si tratta di un valore interessante, utile sugli asfalti più sconnessi, che non pregiudica il comportamento della sospensione nella guida sportiva. Versys è tra le poche moto di media cilindrata a offrire una forcella regolabile, sia nel precarico che nel ritorno idraulico.
Il serbatoio, pur vantando un ingombro laterale contenuto, ha una capacità di 19 litri che, unita ai consumi bassi del bicilindrico, garantisce un’autonomia superiore ai 350 km nell’uso extraurbano.
Due componenti caratterizzano fortemente l’estetica di Versys. Ci riferiamo al piccolo scarico sottomotore (ottima la sua finitura superficiale), che non ruba spazio alle borse laterali, e al forcellone “a banana” realizzato in alluminio.
Kawasaki ha volutamente lasciato in vista il telaietto posteriore in acciaio che supporta le pedane del passeggero e consente di montare facilmente le due valige laterali previste tra gli accessori (36 litri di capienza ciascuna).
Il frontale è dominato dal faro a “T” provvisto di doppia parabola che – come anticipato – regala una fisionomia unica alla media di Akashi.

Versys

La potenza che non ti aspetti
64 cavalli a 8.000 giri/min e una coppia massima di 6,2 kgm a 6.800 giri/min. Questi sono i numeri forniti dal bicilindrico parallelo fronte marcia di 649 cc che equipaggia Versys. Raffreddato a liquido, bialbero con 8 valvole, è alimentato dall’iniezione elettronica Keihin e sfrutta un cambio a 6 rapporti servito da una frizione multi disco in bagno d’olio con comando meccanico.
Le prestazioni del propulsore Kawa si sono rivelate perfette anche per un tour dalle tappe (e dalle medie) serrate; mai ci saremmo attesi tanta verve da 650 centimetri cubici.

Versys

Il viaggio come banco di prova
Vi raccontiamo il comportamento dinamico di Kawasaki Versys 650 lungo il percorso che l’ha vista impegnata tra Milano e Nizza.
Un banco di prova completo che spazia dall’autostrada sino ai tornanti di montagna, passando per il traffico cittadino di Nizza.
La Versys in prova è munita del kit Tourer del valore di 665 Euro, che comprende il parabrezza alto e la coppia di valigie con le staffe.
Sino a fine giugno sarà offerto in omaggio insieme alla moto al prezzo di 6.890 Euro franco concessionario. Tre le varianti cromatiche di Versys disponibili (nero, verde e blu).
Sono sufficienti pochi chilometri per familiarizzare con la moto. L’avviamento è immediato e il bicilindrico sin dai primi istanti evidenzia un funzionamento fluido e regolare. Le vibrazioni, percettibili sulle pedane e al manubrio, sono modeste e tali da non pregiudicare il comfort, nemmeno sulle lunghe tratte autostradali.
L’ergonomia è ben studiata anche per i piloti che superano il metro e 85; soltanto il parabrezza standard non ripara del tutto la testa del guidatore quando si superano i 160 km/h indicati dallo strumento.
Il parabrezza alto del Kit Tourer risolve il problema alla radice, consentendo medie autostradali ben oltre i limiti consentiti dal Codice della Strada.
Veniamo al comportamento della moto alle alte velocità autostradali. In questo frangente la scelta delle ruote da 17” si rivela vincente; il rigore direzionale non viene intaccato dalla presenza delle borse laterali, tantomeno dalle folate di forte vento che accompagnano il viaggio tra Savona e Ventimiglia.
La rapportatura del cambio è correttamente spaziata, in particolare la sesta marcia fa girare il motore a regimi di tutto riposto (circa 6.000 giri a 130 km/h), senza che questo intacchi le capacità di ripresa di Versys.
La velocità massima viene raggiunta oltre il regime di potenza massima e si attesta sui 205 km/h indicati dal tachimetro.
Il viaggio scorre velocemente, rivelando l’anima turistica della media Kawasaki, veloce e confortevole come la migliore tourer.
Giunti a Nizza, ci immergiamo nel traffico della città rivierasca, curiosi di scoprire se il pacchetto offerto da Versys sia davvero così versatile.
L’ingombro delle valige laterali è minimo – dove passa il manubrio, passano anche loro – e il peso contenuto non pone problemi nelle manovre a bassa velocità, così come in parcheggio.
Sul taccuino annotiamo il calore proveniente dal motore, va però aggiunto che la ventola di raffreddamento interviene prontamente, dissipando il calore in eccesso. Le parti basse di pilota e passeggero sono salve, tanto più che lo scarico sotto motore si rivela una manna per le gambe di quest’ultimo, al riparo da fastidiose scottature.
Il dolce percorso statale che conduce ai tornanti del Col de Turini fa apprezzare la manovrabilità del cambio, breve e preciso negli innesti, e la pastosità del bicilindrico.
L’erogazione è corposa e regolare a partire dai 2.000 giri/min, procede piatta sino ai 5.000 giri, dove riceve un impulso che proietta la lancetta del contagiri sino ai 9.000 giri, ben oltre quindi il regime di potenza massima.
Volendo insistere, si possono toccare i quasi 11.000 giri/min di intervento del limitatore elettronico.
Davvero un bell’andare per un motore di soli 650 cc, tanto che i 64 cavalli dichiarati appaiono quasi un dato pessimistico: il propulsore Kawasaki offre tutto quello che serve – e forse anche qualcosa in più – nella guida stradale.
Le tormentate curve di montagna ci consentono infine di portare allo scoperto le qualità sportive di Versys.
L’escursione delle sospensioni, che in città avevano messo in luce buone capacità di filtraggio delle asperità, si mostra ora sufficientemente controllata. La forcella in particolare sopporta anche un’azione brusca sui freni in ingresso di curva, senza mai arrivare a scomporre l’assetto.
Le dimensioni contenute e la buona geometria del telaio regalano ingressi in curva fulminei, al pari dei cambi di direzione tra una curva e l’altra. La presenza del passeggero – a cui è riservata una buona porzione di sella e due comode maniglione – non disturba le qualità dinamiche della moto, che si mostra facile ed equilibrata anche a pieno carico.

Versys

La quadratura del cerchio
Siete ancora indecisi tra una moto nuda, con cui divertirsi sui percorsi di montagna, e una tourer di media cilindrata, con cui raggiungere il mare fermandosi giusto a fare benzina?
Kawasaki Versys ha dato colpi secchi e precisi al cerchio, fino a quadrarlo. Affronta con lo stesso piglio i percorsi più diversi, assecondando l’umore del pilota e la meta del viaggio.

Pregi
Rapporto qualità/prezzo – Versatilità – Prestazioni del motore – Tenuta di strada

Difetti
Protezione aerodinamica del parabrezza standard alle alte velocità

Via | moto.it

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Responses

  1. I rapporti sono troppo corti, soprattutto la 6 per fare i viaggi, infatti molti mettono una corona con 2 denti in meno, cosa che farò anche io al più presto


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